Come in molte aree montane dell’Italia, le coperture tradizionali degli edifici nel comprensorio appenninico erano in pietra arenaria, un materiale lapideo diffuso e di facile estrazione; la possibilità di reperire facilmente materiale in lastre ne ha favorito l’impiego per la copertura di tetti: le “piagne”, sapientemente disposte in una ben stratificata tessitura, costituivano fino al Novecento il manto di copertura sia delle abitazioni rurali che dei palazzi cittadini.
Fedele alla tradizionale urbanistica dell’Appennino tosco-emiliano nasce la Saxum, un omaggio alla pietra arenaria locale, oggi apprezzata per la caratteristica superficie multicolore che ne consente l’utilizzo prevalentemente nel rivestimento delle superfici interne.
La Saxum è disponibile in cinque formati modulari nei quattro colori presenti natura: grigia-azzurra e grigio-nera quando è priva di alterazioni, tendente al ruggine e al dorato in presenza di quarzi e feldspati.