30 anni fa Rapsel lanciava il bagno verso una nuova dimensione con mobili ed accessori frutto delle idee innovative di grandi designer e dello spirito d’avanguardia di Aldo Provini e del suo staff, divenendo nel tempo punto di riferimento per le aziende di settore e precursore delle tendenze.
Negli anni ’70, quando l’arredo aveva ancora una connotazione tradizionale, Rapsel emerse nel panorama italiano come importatrice coraggiosa di design scandinavo.
Nasce in questi anni il sodalizio con Vola, e si potrebbe dire che da questo incontro sia partito tutto.
Il design funzionale e pulito della rubinetteria disegnata da Arne Jacobsen aveva necessità di trovare nel panorama italiano ma soprattutto internazionale lavabi, vasche ed accessori adeguati al suo stile. …..o forse tutto è nato dall’incontro tra Aldo Provini e i designer Annette Stahl e Guido Berger a Basilea.
Due giovani designer che avevano disegnato il "Washmobil", un mobile da bagno realizzato per ospitare la rubinetteria Vola, il primo lavabo free-standing in tutto il panorama internazionale.
Questo lavabo ha suscitato l’attenzione di molti architetti, tra i tanti Philippe Starck che iniziava in quegli anni la propria attività.
Nacque così "Lola Herzburg", creato per uno dei primi grandi progetti alberghieri, un lavabo pieno di charme che dettava nuove leggi estetiche all’interno del bagno.
Era il 1982 e “Lola Herzburg” di Starck insieme al lavabo "Euclide" di Finn Skodt, portarono Rapsel a raccogliere un grande successo internazionale. Da allora, nella produzione si sono susseguiti di anno in anno prodotti innovativi, caratterizzati dalle forme più diverse e realizzati in materiali sempre nuovi, nuovi soprattutto al mondo del bagno nel periodo nel quale facevano il loro ingresso.
E così la continua ricerca di novità ha fatto sì che mentre tutti producevano lavabi in ceramica, Rapsel li produceva in Duralmond o inox, quando ovunque regnava l’inox, Rapsel scopriva un nuovo modo di lavorare la ceramica e così via…
Tantissimi sono i designer che hanno collaborato e collaborano attualmente con Rapsel, architetti famosi del calibro di Alvaro Siza, De Lucchi, Philippe Starck, Matteo Thun solo per citarne alcuni ma nella filosofia aziendale non è importante se un designer è famoso, infatti molti sono stati gli studenti incontrati che hanno potuto realizzare i loro progetti, perché ciò che conta realmente e che continua ad essere il filo conduttore nella filosofia Rapsel è la continua sfida a creare sempre qualcosa di nuovo ed innovativo, cercare di fare sempre il primo passo verso il futuro e anticipare le tendenze.
Questo modus operandi ha permesso a Rapsel di ricevere tra i premi internazionali più importanti come il “Compasso d’Oro”, il “Design Plus”, il “Good Design Award” e molti altri e di avere il piacere di presenziare con diversi prodotti nei Musei più importanti al mondo.